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Era il 2011 quando per la prima volta penso di organizzarmi un viaggio per l’India, così controllo, mi informo, studio e mi prenoto un volo per Delhi e mi dico “adesso prima di emettere il biglietto ci penso un attimino”. Aimè quell’attimino è durato troppo e così l’ansia della destinazione (l’India non è un posto per rilassarsi), i racconti di chi c’era stato e le varie immagini che mi venivano in mente, mi hanno fatto cambiare idea.

Però continuavo a ripetermi”c’è tempo per visitare l’India quando sarò pronta andrò“. Il momento giusto è arrivato solo 5 anni dopo….


19 Settembre 2016

Inizia la mia avventura, questa volta più consapevole e convinta che mai. Il volo della Turkish, partito da Roma alle 10:30, arriva ad Istanbul e dopo 6 ore di scalo arrivo a Delhi alle 04:35 del mattino del 20 settembre. L’aeroporto di Istanbul è praticamente uno scalo internazionale caotico stracolmo di gente a tutte le ore!

 

  

 

Scendo dall’aeromobile, e il caldo afoso delle 05 del mattino mi preoccupa non poco. Un’aria rarefatta e irrespirabile. Per fortuna le pratiche burocratiche, forse proprio perché mattina presto, sono state molto veloci in aeroporto.

Il nostro corrispondente e la nostra guida erano puntualissimi ad aspettarci fuori. Il tragitto dall’aeroporto all’hotel è stato un susseguirsi di immagini molto forti. Era ancora notte ma si vedevano benissimo persone che dormivano per strada, cani randagi magrissimi, baraccopoli ovunque, ”ecco” ho pensato “sono arrivata veramente in India”.

Dopo una doccia e qualche ora di sonno inizia il nostro tour a OLD DELHI. Ho ancora impresse le immagini, i colori, gli odori e soprattutto il rumore dei clacson della città. Guidare a Delhi, ma in realtà guidare in India, è un’ impresa titanica. Pensare di poter accelerare poi è pura utopia, sulle strade si incontra di tutto, carretti, elefanti, buoi, bici, furgoni, autobus, mucche, bambini che attraversano la strada, auto che ti vengono addosso, ma tutto ciò è così affascinante che io mi sono già innamorata di questa realtà.

 

Arriviamo alla Moschea del venerdì dalla quale si può ammirare l’imponente Forte Rosso. Ci togliamo le scarpe per accedere all’interno e ci danno delle tuniche  da indossare. Non vi dico il caldo insopportabile sotto quelle tuniche indossate precedentemente praticamente da turisti di tutto il mondo! Ricordo ancora l’enorme cortile con il pavimento in pietra rossa e la marea di gente e di bambini che volevano essere fotografati con noi. Il caldo, lo smog, il chiasso la stanchezza mi hanno fatto crollare subito dopo la cena. L’indomani ci sarebbe stata la sveglia alle 07:00.

21 Settembre.

La giornata di oggi è dedicata alla vista alla città di NEW DELHI. Più moderna, più verdeggiante. I ricordi sono vividi nella mia mente soprattutto la visita al tempio Sik mi ha colpito particolarmente.

Il Sikismo è una religione monoteista, si crede in un solo Dio Supremo e negli insegnamenti dei Dieci Guru. Questa religione si basa nel vivere pratico, nel servire l’umanità e nel generare tolleranza e amore fraterno.

Per accedere al tempio ci si deve togliere le scarpe e indossare un velo in testa. Qui ogni giorno vengono preparati centinaia di pasti per chiunque ne abbia bisogno. La visita alla cucina comune è stata un esperienza bellissima, uomini e donne che cucinavano in questi enormi calderoni. La cucina comune è mantenuta da un contributo di tutti i SIK.

 

Nel pomeriggio ci mettiamo in viaggio per JAIPUR. Per uscire da Delhi impieghiamo due ore. In questi casi vige la “legge della giungla”, impossibile affidarsi alle regole del codice stradale, cos’è il codice stradale da queste parti?. Sei ore circa per arrivare finalmente alla capitale del RAJASTAN!. Jaipur, affascinante, caotica, pittoresca, risciò che sfrecciano, moto, cammelli, tutte le strade congestionate da tutto e da tutti, il vero caos.

Jaipur, da qui è stato un continuo conoscere, vedere esplorare. Dalla reggia del Maharaj alla passeggiata a piedi per ammirare il Palazzo dei Venti, alla salita a dorso di elefante sul Forte Amber, il tutto con 90 gradi di umidità. Per terminare con una cena di gala nella bellissima dimora di Chomu. Abbiamo dovuto cenare all’interno dei locali a causa di un imprevisto tifone…

Stanca ma emozionata vado a dormire. Il giorno dopo si sarebbe realizzato uno dei miei più grandi sogni: la vista del TAJ MAHAL. Ovviamente non sto qui a raccontare giorno per giorno tutto quello che ho visitato, rischierei di annoiarvi, ma ancora oggi non so descrivere a parole l’effetto che mi ha fatto trovarmi davanti questa imponente struttura. Forse solo i miei occhi illuminati di quel giorno potrebbero darvene un idea.

 

Con questo concludo il mio piccolo diario di viaggio.

Molti mi hanno chiesto se l’India è un viaggio adatto a tutti. No non è un viaggio adatto a tutti, ma è sicuramente un viaggio che ti cambia, magari una capatina quando ve la sentite fatela pure!